Category Archives: L’inglese è una lingua facile

Francesca Matteini: Why Not Just Toss Your Money Into the Lake, One Euro at a Time

Francesca Matteini must be Wonder Woman. She offers not only editorial services, plans weddings and other events, and builds websites, she provides translations into English, which is not her native language, for approximately €0.007 per word.

And there’s more. She also dabbles in plagiarism. In this case, she has copied her promotional texts directly from the site of another translator. (You can compare the texts on Matteini’s page, below, with those on IlTuoLibro in Inglese (http://iltuolibro.wordpress.com/2012/07/29/faq8/).

francescamatteini

Matteini is an example of the “Chinese goods” approach to translation that has overtaken Italy.

Italian shysters like Matteini offer cut-rate translations into English, and Italian clients are so uninformed and so unable to judge the quality of an English text that they’ll go for the discount every time.

Information about Matteini has been posted on Facebook as well. As one commentator wrote: 

“Non cascate in tranelli di questo tipo. Nessuno è in grado di sopravvivere con 1 mollica di pane al giorno + un bicchiere di acqua, il prezzo, più o meno, che questa “signora” dice che vi costerà “la traduzione del vostro libro”. Riflettete 30 secondi. Voi, quanto tempo ci avete messo a _scrivere_ il vostro libro? Ebbene, il traduttore, lo _riscrive_… ed è più bravo di voi, perché ci mette meno tempo di voi. Perché ci mette meno tempo? Perché scrivere è il suo mestiere… e perché nessuno potrebbe pagare il prezzo reale di tutto il tempo e di tutta la competenza necessaria… 100 cartelle di un libro da scrivere/tradurre in inglese costano minimo 2.500 euro, cioè 25 euro a cartella. Con 2 euro ricevete dalla suddetta signora “carta da mettere al bagno”. Con tutte le figuracce annesse ovviamente, se pubblicate quella “carta” e la fate leggere a “gli inglesi” o “gli americani”: ovviamente non la compra nessuno…. Per cui, se anche spendete solo 200 euro, sono 200 euro buttati nel water, uno per uno.”

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If yu not spik inglisce, plis pei sombodi for de translèscion: La difesa della regione Piemonte

LA STRATEGIA DEGLI AVVOCATI DELLA REGIONE NEL PROCESSO LONDINESE CONTRO DEXIA E INTESA

Derivati, «erano in inglese, non capivamo»
L’ultima difesa della regione Piemonte

L’ex giunta Bresso decise di finanziarsi emettendo sul mercato 1,8 miliardi di bond, proteggendosi con strumenti “derivati”

Contratti troppo complessi per essere compresi. In inglese per giunta che, sarà pure la lingua degli affari e della globalizzazione, ma Oltremanica non sempre può trovare amministratori in grado di masticarla adeguatamente. Non in Piemonte per esempio. Ed è questa la linea difensiva che, secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, la regione ha deciso di adottare a Londra, dove in tribunale le si oppongono le banche Dexia e Intesa Sanpaolo.

LA STORIA – I fatti risalgono al 2006. Allora la giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso decise di finanziarsi emettendo sul mercato 1,8 miliardi di obbligazioni. Per proteggersi da eccessive variazioni dei tassi di interesse dei titoli di debito, la regione firmò con le banche Merrill Lynch, Dexia e Intesa Sanpaolo alcuni contratti di derivati, strumenti di ingegneria finanziaria che scommettono sulle variazioni del mercato cercando di limitare le perdite in caso di impennata dei tassi di interesse. La regione Piemonte però la sua “scommessa” l’ha persa, trovandosi a pagare interessi molto alti sui propribond. Dal gennaio 2012 ha smesso però di pagare le rate alle tre banche sostenendo di essere stata truffata. Secondo la regione, gli istituti di credito non avrebbero fatto tutto il necessario affinché quei contratti fossero compresi prima della firma. Con Merrill Lynch il 25 giugno è stato trovato un accordo privato. La cifra non è stata resa pubblica, ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni. Dexia e Intesa invece chiedono alla regione l’immediato pagamento dei 36 milioni dovuti. La regione fa muro. Prima ha tentato di fare causa alle banche in sede amministrativa.

IL PROCESSO A LONDRA – Ma il Tar si è detto non competente in materia. Poi il trasferimento della causa nella City. Secondo quanto riporta Bloomberg nelle carte depositate a Londra i legali dell’ente scrivono che quel contratto in Italia non era valido, e conteneva clausole nascoste che hanno permesso alle banche guadagni irregolari. Oltre al fatto che l’allora assessore al Bilancio «parlava un inglese molto limitato e non ci si poteva aspettare che leggesse e capisse l’accordo che stava mettendo in atto».

I CASI ANALOGHI – Il peso dei derivati nei bilanci ancora preoccupa molti enti pubblici. In Puglia, in Sicilia, nel Lazio , ma anche in grandi comuni come Milano. E lo scontro con le banche è arrivato nei tribunali. Nel 2010 i magistrati di Bari avevano chiesto ai banchieri di Merrill Lynch che i contratti comprendano «un allegato in lingua italiana con l’indicazione esplicita del valore equo alla data di sottoscrizione e la descrizione analitica degli elementi di base nei quali è scomponibile il portafoglio finanziario», nell’ambito di un’inchiesta in cui si ipotizzava il reato di truffa aggravata ai danni della regione Puglia (e anche in quel caso l’ex assessore regionale al Bilancio, Rocco Palese, si giustificò adducendo la presunta complessità della lingua inglese). Lo scorso febbraio invece il tribunale di Milano ha condannato in primo grado quattro grandi banche straniere (Deutsche Bank, Depfa Bank, Ubs e Jp Morgan) per aver truffato il comune che, secondo i giudici, non aveva le competenze adeguate per comprendere i contratti che aveva sottoscritto.

Arcangelo Rociola
7 luglio 2013 | 17:49